DISCHI BELLI // una specie di lista che parli di questo 2024
possiamo dire, amicherie, che questo 2024 è stato un momento bello forte per la musica.
a me non piace correre alle liste di fine anno in anticipo e cominciare a pensarci a novembre come fanno tuttә e quest’anno sarebbe stato ancora più complicato, consideriamo che siamo ormai ai primi di gennaio e io non credo proprio di sentirmi in pari con tutta la musica uscita.(postilla scritta a fine articolo, non lo sono neanche adesso lol, è uscita troppa roba fortissima)
in ogni caso, eccoci qua, spero di riuscire, oltre che a rendere il giusto omaggio ai dischi che ovviamente tuttә ci aspettiamo, anche a portarvi in qualche posto nuovo.
cominceremo in breve da quelle che sono state le uscite già toccate in articoli precedenti, per poi passare ai dischi che per me sono stati i più importanti quest’anno e che non avevamo ancora toccato, in fondo le menzioni speciali.
ah, e questa è una lista, non una classifica, non ci sono numeri, non c’è nessunә che arriva primә, non sono capace.
ulcerate - cutting the throat of god:
di questo splendido disco abbiamo addirittura parlato già su queste pagine quindi non mi dilungherò troppo, ma sapete bene quanto amo questa band e quanto ho adorato e consumato ogni secondo di questo disco, post metal 4.0 alla millesima più più, se avessi deciso di fare una classifica probabilmente questo avrebbe fatto a pugni con i blood incantation.https://ulcerate.bandcamp.com/album/cutting-the-throat-of-god
SHUM - PULZÁLÓ DOBOK TISZTÍTJÁK MEG AZ EGET
anche a shum, one man band ungherese tra le mie preferite di sempre, abbiamo dedicato un bell’articolo nella sezione tredischi, e abbiamo parlato di questo BELLISSIMO disco tra black, sludge, crust e doom, che tra noise, momenti super musicali, voci pulite particolarissime e superazzeccate, chitarre super taglienti e riffoni di basso pieni di fango ci porta nell’incubo dell’odierna ungheria, testi pieni di commento sociale verso un paese che, esattamente come quello in cui vivo io, vive un momento di buio destrismo e fascismi non detti.
https://varsas.bandcamp.com/album/pulz-l-dobok-tiszt-tj-k-meg-az-eget
blood incantation - absolute elsewhere:
a me non piace il prog.
il prog come intenzione, come suoni, come risultati, sopratutto il prog rock anni 70, non è mai stata casa mia.
eppure i maledettissimi blood incantation, dopo essere riusciti a farmi piacere il death metal (genere che non ho mai diggato troppo prima di un paio di anni fà e sicuramente il loro hidden history ha fatto tantissimo) sono riusciti anche in quest’altra, difficilissima missione.
questo disco è scritto, suonato e prodotto in maniera talmente spettacolare che credo potrebbe ascoltarlo chiunque.
le due canzoni che compongono l’album scorrono talmente bene che ti puoi ritrovare ad ascoltarle un tot di volte di fila senza neanche accorgertene, sopratutto la prima the stargate è un piccolo capolavoro del metal moderno, questo è un disco che ci ricorderemo per un bel pò di anni.
https://bloodincantation.bandcamp.com/album/absolute-elsewhere
mount eerie - night palace
parlare della musica di phil elverum è sempre un casino, ci sono diecimila cose da tenere in considerazione, piccoli elementi da ascoltare con attenzione, parti del congregato musicale che lo costituiscono che magari non sembrano intendere nulla di particolare e invece, argh amicә, tutto è importante.
night palace ci si pone davanti con le sue 26 tracce e rischia quasi di spaventarci, la durata certamente è consistente e i temi, sia musicali che lirici, sono tanti, ma phil riesce a tenerci sul filo per tutto il disco, cambiando costantemente forma ma restando fondamentalmente se stesso e riuscendo a scrivere il disco che lo racchiude, finalmente, per intero, in tutte le sue inclinazioni, se non il suo lavoro migliore il più, come è stato definito altrove, giornalistico, in cui mount eerie ci spiega mount eerie (e per un’attimo fa anche la trap) non potevo immaginarlo migliore, grazie phil.
https://pwelverumandsun.bandcamp.com/album/night-palace
cave sermon - divine laughter
il 18 di gennaio del 24, in maniera completamente autoprodotta e in pieno bandcamp metal style esce la seconda fatica di cave sermon, che alla fine è un ragazzo australiano con 200 amici su instagram che scrive questo death/sludge dissonante e si fà tutto da solo, lasciando giusto le voci al cantante dei mico.
6 canzoni che difficilmente scendono sotto gli 8 minuti, riff tonanti e non proprio quadratissimi che si sciolgono in atmosfere e ambienti cristallini, questo disco è come la sua copertina, un’esplosione di forza e dinamismo a pennellate spesse, che và decisamente oltre alla buona parte della massa di dischi metal che potete ascoltare oggi.
se non lo avete ascoltato correte a recuperarlo subito, non è per niente fatica sprecata, e speriamo in una bella edizione fisica prima o poi!
https://cavesermon.bandcamp.com/album/divine-laughter
full of hell - coagulated bliss
esistono band con cui è difficile stare al passo, quindi parliamo dei full of hell.
se esiste un genere di cui non avrei mai creduto di parlare in termini così tanto avanguardistici (non perchè non ne possieda una, semplicemente perchè a me non è mai così tanto interessato) è proprio il grindcore.
ma con il quintetto di ocean city si fà proprio fatica.
al quattordicesimo anno di attività i nostri non solo non sono stanchi, ma riescono, ancora, per l’ennesima volta, a spingere i limiti del genere mandandolo a pascolare ancora in un’altro posto.
io non sò descrivervelo coagulated bliss, non sò descriverne i colori, perchè sono una marea, per essere un disco di musica estrema la paletta è talmente piena e talmente a fuoco che fà quasi male agli occhi, non sò se sia il disco migliore dei full of hell, sicuramente è il cambio di prospettiva che ho preferito, vera musica ornitorinca.
https://fullofhell.bandcamp.com/album/coagulated-bliss
oranssi pazuzu - muuntautuja
continua la fortunata sequenza di dischi fenomenali dei finlandesi oranssi pazuzu, oggi più che mai araldi di quella stranometalleria che ha stregato tanta gente in giro per il mondo.
il terrore cosmico dei nostri continua a perdurare, cambiando forme e dimensioni, come un flubber oscuro rigonfio degli incubi di tutto l’universo, questa volta gli oranssi pazuzu danno al viaggio un sapore quasi trip hop, un gusto verso gli incedere lenti e carichi di frequenze basse che, se non fossimo in un disco decisamente estremo, ci ricorderebbe certe zone sud dell’inghilterra late 90’s.
questo disco è giustamente nelle liste di fine anno di tutt e non poteva essere diversamente, i momenti di pianoforte, i synth praticamente onnipresenti e le tonnellate di bitcrusher su qualsiasi cosa.
menzione d’onore al mix di questo disco per quello che concerne la batteria, una delle piu belle che abbia mai sentito.
https://oranssipazuzu.bandcamp.com/album/muuntautuja
briì - camaradagem postuma
di caio lemos ho già parlato a lungo qui ma comunque quest’ultima uscita a nome briì ci chiede un’ascolto decisamente più intenso.
camaradagem postuma è, se guardiamo la discografia di briì, la forma finale.
dopo le sfuriate black/house/lo fi (?) delle ultime uscite vediamo il nostro riuscire, senza diventare di plastica, ad aumentare sensibilmente la qualità della produzione, e a spingerci in territori più tendenti alla drum and bass e alla techno, incorporandole sempre più fluidamente ai suoi momenti black metal, che però in questa uscita ricordano in maniera estremamente nitida le sfuriate di blast beat che sorreggono le chitarre pulite (e qua anche un pianoforte, alle volte) di inpariquipè di kaataira, altro geniale progetto sempre di caio lemos.
un mazzo di carte che si mischia, elementi che arrivano da più direzioni, una produzione e una scrittura sempre più convinte, una capacità sempre in via di miglioramento di saper far fluire un momento dentro l’altro, sempre più fluido.
non perdiamo di vista questo ragazzo perchè ci regalerà ancora tanti momenti spettacolari di musica spettacolare, viva brasil.
https://brii.bandcamp.com/album/camaradagem-p-stuma
jpegmafia - i lay down my life for you
quest’anno in realtà di rap ne è uscito tanto, è un genere in cui di norma sono super sul pezzo e sto dietro almeno alle uscite principali, quest’anno non è stato molto così (non ho ancora veramente ascoltato chromakopia, disco di uno dei miei più grandi idoli di sempre cioè tyler the creator) ma sicuramente questo disco l’ho consumato.
peggy è, per me, un personaggio importante, uno di quello che ti senti come fosse un’amico tuo e come se potessi aspettarlo arrivare a casa tua il mercoledì sera per fumare e ascoltare i dischi.
lo seguo con avidità e attenzione da quando, nel 2018, è comparso sui radar internazionali con quella gemma di veteran, e da allora non mi ha mai deluso.
non riesco, amic, a pensare ad un’uscita sbagliata di peggy, a un disco che non funziona, a una canzone che non mi faccia esplodere le sinapsi in un tripudio di citazionismo, sperimentazione, gusto musicale e la giusta quantità di zarria.
i lay down my life for you è un disco che ha più facce, dalle chitarre al sapore di film d’azione anni 80, ai sample più romantici e aperti ai momenti chiaramente più dance-ish.
per la prima volta peggy non si occupa anche di tutto il mix e il master, avevo paura che questa cosa pregiudicasse parte del discorso ma no, il nostro si è messo in mano a dei professionisti veri che hanno saputo leggerlo e riprodurlo, com’era giusto che fosse.
per quanto mi riguarda uscita rap dell’anno, non ho ascoltato tante cose ma forse questo disco mi mette nella condizione di dire che difficilmente riesco a pensare sia stato fatto di meglio.
(preparatevi perchè di peggy ne parlaremo presto, lol)
https://jpegmafia.bandcamp.com/album/i-lay-down-my-life-for-you
thou - umbilical
che band fenomenale.
i maestri del doom dyi, i serafini del timpano spezzato.
i dischi dei thou spesso sono semplici, lunghe traversate nello stige, strigliate rallentate e ingrossate, scandite dagli urli super maligni di brian funck che, negli ultimi vent’anni, nonostante la produzione sterminata e la marea di dischi, split, dischi collaborativi e quant’altro non riescono in nessuna maniera a smettere di essere produttivi in maniera giusta, genuina e senza mettere compromessi su un’attitudine che resta dichiaratamente anarchica e do it yourself, in un’ambiente sempre più devastato dalla mancanza di prese di posizione, anche in politica e in questioni sociali, perchè la musica estrema deve essere anche lotta al potere e critica sociale, e anche in questo potentissimo full lenght i thou tornano a menare le mani a dio, allo stato e allo smarrimento che proviamo tutt tutti i giorni, con i riffoni più forti che vi possono venire in mente, lentissimi e pieni di fango.
se vi era piaciuta la svolta vagamente più shoegaze-y di magus e may our chambers be full lasciate ogni speranza o voi ch’entrate, questo disco è una manata in faccia senza logica con pochissimo respiro, be lli ssi mo.
https://thou.bandcamp.com/album/umbilical
HONORABLE MENTIONS
occulta veritas - irreducible fear of the sublime
abbiamo parlato qui di questo disco fenomenale, delle sue finte intenzioni oblique e delle sue meno dichiarate ma infinitamente belle volontà melodiche, dei continui cambi di direzione ma anche della sua integrità, non poteva che essere da qualche parte in questa lista, un lavoro bellissimo che esce direttamente dalla pancia della mia città, torino, e non potevo essere più felice di pensare di avere della musica del genere dietro casa.
https://occultaveritas.bandcamp.com/album/irreducible-fear-of-the-sublime
chelsea wolfe - she reaches out to she reaches out to she
chelsea wolfe è stata quest’anno una delle (per me nuove) scoperte che hanno passato più tempo dentro alle mie orecchie senza che me ne rendessi neanche troppo conto.
la nostra lascia perdere le chitarre acustiche e la narrazione decisamente americana per spostarsi su un trip hop dark e industriale, per non parlare della serie di ep uscita dopo, irrinunciabile.
https://chelseawolfe.bandcamp.com/album/she-reaches-out-to-she-reaches-out-to-she
mitochondrion - vistriseptome
nella parte in cui parliamo di dischi comunque fortissimi usciti quest’anno diremo molte volte ahia che male, qualcuno ha detto mazz’t fortissime?
in questo caso mazz’t fortissime, ma non capisci da che parte, in che tempo e perchè.
https://mitochondrion.bandcamp.com/album/vitriseptome
convulsing - perdurance
questo era un disco che speravo, speravo veramente di mettere nella categoria dei dischi dell’anno, con i precedenti grievous ed errata era entrato a capofitto nella mia top ten delle one man band da tenere d’occhio, perdurance ha degli ottimi momenti ma non regge il confronto con il passato, ma comunque consigliatissimo.
https://convulsing.bandcamp.com/album/perdurance
spectral wound - songs of blood and mire
è sempre bello potersi godere del black metal che sia black metal, zozzo, riffocentrico, maligno e senza fronzoli.
gli spectral wound non finiranno mai di fare dischi così, non cambieranno forse il corso della storia, ma stanno mettendo su una delle discografie più oneste del genere, super bello.
https://spectralwound.bandcamp.com/album/songs-of-blood-and-mire
the cure - songs of a lost world
gli eroi del goth tornano dopo tanti anni dall’ultimo disco, ma ancor di più tornano da una ventina d’anni non stupenda per quanto concerne l’attività in studio,lo diciamo in tant, questi sono i cure migliori dai tempi di wish, non tutt abbiamo amato la produzione, ma sinceramente a me ha fatto volare, simon gallup sei sempre il mio papà.
https://soundcloud.com/thecureofficial/sets/songs-of-a-lost-world-1
antichrist siege machine - vengeance of eternal fire
ahia che male, qualcuno ha detto mazz’t fortissime?
non ho mai apprezzato il war metal, ma da qui in poi forse possiamo parlarne, 10 brevi assalti sonori senza fronzoli e senza stranezze, fortissimo, consigliatissimo nelle giornate sbagliate.
https://antichristsiegemachine.bandcamp.com/album/vengeance-of-eternal-fire
trhä - ∫um’ad∂ejja cavvaj
discorso simile agli spectral wound, ma la partenza è completamente diversa, questo è un disco di black super normale super scritto bene, ma arriva da un degl artist più pazz e stort degli ultimi anni, che però qua ci regala un’ora di classicissimo raw black, un pò melodico, con qualche momento più punk-ish, nonostante sia una mosca bianca nella bizzarra produzione di damien ojeda, è diventato uno dei miei suoi dischi preferiti.
https://trha.bandcamp.com/album/umad-ejja-cavvaj