ah ma alla fine, quante volte ho detto RIFF? // parliamo di lamp of murmuur

siamo nel 2022, è pieno inverno, e il corpo di alekos decide che è un buon momento per far uscire definitivamente tutti e 4 i denti del giudizio.

non ho bei ricordi di quel periodo, ma sicuramente sono stato chiuso in casa ad ascoltare tantissima musica (a volume bassissimo, per carità lol) e, in mezzo ai fumi degli antidolorifici e delle zuppette casco malamente su quella che sarebbe stata una delle mie più grandi storie d’amore degli ultimi anni: lamp of murmuur****.

M., personaggio abbastanza enigmatico dietro la quale si cela l’unico compositore, musicista e produttore di questa musica senza dio ma con tantissimi RIFF (contate quante volte dico la parola RIFF in questo articolo, vi prego) pubblica musica con questo moniker (ed altri, ma ci arriviamo dopo) dal 2019, ed ha prodotto un bel pò di roba tra demo, split e varie uscite, ma anche questa volta mi limiterò a parlarvi dei tre dischi che porto più nel mio cuoricino morto.

heir of eliptical romanticism non è il primo disco di M. su cui metto le mani, sempre ad opera dello stesso amico matto che mi aveva fatto ascoltare brii avevo ricevuto consiglio fortissimo di ascoltare submission and slavery, che però ad un primo approccio, anche se mi era piaciuto, non mi rimane troppo in testa.
una sera di quel maledetto mese in cui non riuscivo a fare nient’altro che mangiare cibo liquido e antidolorifici decido di dare un’altra occasione a questo progetto, e attirato dal titolo bello arzigogolato mi butto su questo suo lavoro del 2020. il RIFF iniziale di of infernal passion and aberrations semplicemente mi strega, sento quella sensazione alla pancia di innamoramento, e per i 47 minuti seguenti non succede niente che non sia bellissimo.
scopro mesi dopo che buona parte della musica di lamp of murmuur viene scritta di getto, quasi improvvisando, e cavolo se si sente, suona tutto scorrevole come se stesse succedendo per la prima volta di fronte a me, RIFF dopo RIFF si conseguono momenti colorati di nera maestosità, malignità, e di un nerissimo, ma palpabile, romanticismo.
segnalo anche due ottimi intermezzi che omaggiano abbastanza chiaramente i dead can dance, oltretutto poi coverizzati magistralmente nella versione del disco per bandcamp, che chiude con in the wake of adversity, da within the real of a dying sun (che è anche il mio disco preferito dei DCD, grazie M.)
https://lampofmurmuur.bandcamp.com/album/heir-of-ecliptical-romanticism

a questo punto decido di tornare sui miei passi e ritentare con submission and slavery, e qui cambia tutto.
perchè mi aspettavo di nuovo quella maestosità, quel pizzo e quel merletto da conquistatore infernale che mi aveva stregato con il disco precedente, e invece mi ritrovo di fronte a un M. completamente diverso.
perchè la stessa persona che nel disco precedente volava sopra a un drago sputafuoco spargendo malattie e miseria adesso invece recita completamente un’altro copione.
questa volta abbiamo un M. che striscia, completamente succube di coləi che lo domina, perso in un trip erotico e disperato, ma completamente in estasi tra le braccia dellə suə padronə.
e cavolo se cambia anche la palette sonora, le chitarre guadagnano trame decisamente più shoegaze-ish senza strizzare l’occhio ai normali canoni blackgaze, il basso anche trova un gonfiore diverso, chorus e flanger diventano una conditio sine qua non, compaiono molte più voci pulite e, in generale, tanta più sperimentazione sonora, anche senza avere bisogno di iniziare ad avere accenti più prog o avantgarde, perchè anche qua, amicə, il discorso gira tutto intorno ai RIFF, che anche se con accenti vagamente più post-punk e molto meno merlettati restano giganti, pieni di emozione, di sospiri, anche questa volta di grande romanticismo, anche se completamente diverso rispetto a heir of eliptical romanticism.
anche qua abbiamo due momenti di respiro strumentale e una cover (questa volta as evening falls dei christian death) ma nonostante la struttura simile ci troviamo di fronte a un disco completamente diverso dal precedente, mi ha messo in ginocchio.
https://lampofmurmuur.bandcamp.com/album/submission-and-slavery

e poi, verso fine marzo del 2023, M. decide di tagliare le gambe corte delle mie sicurezze nei suoi confronti e da alle stampe saturnian bloodstorm.
fino ad ora lamp of murmuur è stato sicuramente un progetto particolare, ma molto lineare: demini fatti in un modo, dischi fatti in un modo, sempre con le loro particolarità ma con strutture molto salde.
invece questa volta cambiano le carte in tavola, a quanto pare per motivi di salute M. non riesce a suonarsi le batterie, e infatti, grande cambiamento, batterie programmate e non suonate.
questa scelta ha fatto storcere il naso a tantissimə, ma messa vicina anche a una scelta di RIFF molto più di ispirazione thrash e in generale un’attitudine molto più fiera mi ha fatto volare.
ora, il parallelo (logico e giusto) che ho sentito fare più spesso è con gli immortal di at the heart of winter, e ci stà, ma ammetto che forse la mia simpatia verso questo disco viene da una certa somiglianza con un’altro progetto black metal che adoro nella sua plasticosità, cioè diabolical masquerade di quel pazzo scriteriato di anders nystrom, che in un paio di dischi è riuscito a rendere bello quel modo un pò troppo quantizzato e quadrato di intendere un certo tipo di musica che di norma è tutta sala prove e gente sudata.
e parlando di differenze, per la prima volta (segnalatemi se sono scemo e non li ho mai trovati, sarei curiosissimo di leggerli) M. ci lascia leggere i testi delle canzoni, c’è solo un momento di interludio nel minuto scarso di descending from the aurora dove vento e catene fanno da compagnia a un drone mononota di synth analogico mentre intorno tre note di archi danzano in attesa di arrivare alle ultime due tracce del disco.
quello che più mi piace di questo saturnian bloodstorm è la sensazione di fierezza, è brillante e aggressivo ben conscio delle sue capacità e dei suoi colori, ci sento gli immortal che sono andati a scuola e tornano, veramente sicuri di quello che stanno dicendo, a riprendersi dei gran 9 nelle materie dove erano cascati l’anno precedente, per me fenomenale.
https://lampofmurmuur.bandcamp.com/album/saturnian-bloodstorm

piccolo extra fuori dai tre dischi:
allora, M. per adesso si è mostrato in tre manifestazioni: lamp of murmuur, fuinäehot e silent thunder.
non ha ancora tirato fuori, secondo me, un progetto secondario veramente fenomenale che vi consiglierei a spada trattissima, ma se avete concluso la sua discografia e siete curiosə di sicuro è interessantissimo, anche se ancora un pò tanto confusionario, il lavoro a nome silent thunder, più synth, più atmosfera, vi consiglio la demo usurping the hall of might and splendour, anche qua, manco a dirlo, magari un pò meno focus ma comunque RIFF
https://lampofmurmuur.bandcamp.com/album/usurping-the-hall-of-might-and-splendour-demo

quindi amic_ə, che dire_
ci siamo fattə un idea di che personaggio senza logica sia M., sicuramente una di quelle teste matte che pur restando molto affezionato ai suoi canoni e alle sue necessità è in grado di regalarci un sacco di emozioni e momenti diversi, per me rimane uno degli artisti che ho scoperto in questi ultimi anni a cui mi sono affezionato di più, ah ma alla fine, quante volte ho detto RIFF?